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Il panorama scozzese puo' toglierti il fiato, quando vuole. Non e' particolarmente strano, o affascinante, o diverso da molti altri, ma l'atmosfera che si respira lo rende unico.
E' un misto tra leggenda e accoglienza, per quanto strano possa apparire.
Si entra in questo mondo avendo in testa i miti e le storie dei libri e dei film, quei braveheart pittati, duri e puri ed un po' di scetticismo, lo confesso, e' d'obbligo.
Eppure.. eppure.. basta poco per capire, per credere che quelle storie possono essere vere, accadute davvero.
Forse la gente, forse il paeseggio, che accolgono e lasciano sottinteso un certo non so che, che non so, ma che si sente, li', fuori dal mondo, dal nostro mondo.
L'isola di Mull e' un pezzo di terra strappata alle storie raccontate attorno ad un fuoco, coi suoi paesaggi, la sua gente e, si, anche quella, la sua terra imbevuta di sangue. Ma non si sente, non si percepisce, non qui e non ora. C'e', c'e' stato, ma rimane tutto cosi' naturale che non spaventa, non inquieta.
Tobermory e' una cittadina a cui si arriva dopo aver viaggiato qualche ora in macchina sulla costa ed in traghetto. Incastonata in una baia, e' una cittadina forse noiosa, senza nulla di particolarmente eccitante ma la Scozia non e' eccitazione.. la Scozia e' un brivido leggero, una sensazione sottopelle di consapevolezza e di grandiosita'.
C'e' un albergo, abbarbicato sulla scogliera alla fine della baia, e li' si puo' cenare nel ristorante dalle grandi vetrate che danno sulla baia di Tobermory.
Di giorno e' gia' uno spettacolo, ma di sera, quando scende il buio e qualche luce s'illumina, pare di cenare tra le stelle. No, sopra le stelle.
Due candele, un bicchiere di vino ed uno sguardo sopra al cielo.
Forse e' cosi' che si sentono gli dei, quando cenano.
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