TrashLand BBs is back!
Sulla Via..
Rallento il passo del mio cavallo, la ferita alla spalla pulsa all'unisono col mio cuore e cerco di armonizzare la cavalcata ad essa..
L'aria fresca e frizzante della notte ha la strana capacita' di rendermi pericolosamente lucido, nonostante l'alcol in corpo.
Alzo gli occhi, passando sotto l'ombra cupa e maestosa del Castello. Qualche finestra illuminata, la musica che esce da esse pare ovattata e mista a risate.
Chissa' dov'e'.
Ogni tanto ripenso a lei, a quegli sguardi che mi lanciava.
Lei che non mi ha mai amato. Di tutti si e' innamorata, ma non di me. Mai, mi ha confessato.
Buffo.
Mi cercava con gli occhi, poi mi dimenticava, persa nel suo amore, io mai abbastanza per lei.
L'ho amata, lo ammetto. Forse l'avrei anche portata all'altare, vestita di un bianco candido, cosi' candido da nascondere le cupe ombre che la reggia adagiava sulla sua anima. Sulle scale di una chiesa l'avrei presa e portata lassu', oltre ogni limite.
Complice.
Anche nella normalita'.
Ma all'amore non si comanda, ed io ho sempre perso contro di esso. O mi sono arreso, riluttante e con malagrazia, davanti a questo sentimento.
Ne ho avuto paura.
Come dovrei aver paura della figura che cammina affianco a me, tenendo il passo del mio cavallo senza difficolta'.
La treccia bionda ondeggia sulle sue spalle e quando colpisce l'ascia legata alla schiena produce un tonfo sordo, che pare scandire il ritmo della marcia.
Cosi' giovane e cosi' sporco di sangue. Sangue altrui.
Sangue di uomini che hanno attraversato la sua strada, casualmente o di proposito, e si sono ritrovati a guardare il cielo da una fossa.
Usa un'ascia, enorme, terrificante, impossibile da maneggiare per chiunque, anche per lui. Ma sempre meglio di quando usava un maglio.
Gl'impedirono di utilizzarlo dopo un torneo, quando con un colpo sfondo' l'elmo del Duca di Yort ed impiegarono due giorni di fabbro e acqua bollente per estrarne i resti.
Ora perlomeno le teste rimangono quasi intatte.
Sembra felice, e a mia memoria non l'ho mai visto triste o preoccupato per cose che andassero piu' in la' di come procurarsi la cena.
Vive come capita, noncurante del passato o del futuro, e forse anche del presente. Domande come "chi sono?", "dove vado?", "qual'e' lo scopo?" portano a semplici risposte, quasi animalesche.
Mi chiedo se la felicita' non sia appannaggio degli stupidi.
La cavalcata e' lunga, e la parola "perche'?", l'interrogativo che ultimamente affiora cosi' spesso nella mia mente fa di nuovo capolino. No, non e' esatto. E' sempre li', sembra un fiume che scorre, alle volte me ne dimentico, ma c'e'.
Non ho risposte, non le trovo, e non so nemmeno dove cercarle. Altro che Graal, qui servirebbe un intero servizio da tavola.
Pensare e' una condanna all'eterna dannazione.
1. L'Ultimo Torneo
2. Ecco io vedo mio padre
3. Uthergaard ed io.
4. Ecco io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli
5. Sulla Via..
13:38:49 -
mercoledì, 28.05.08 -
mrfusion -
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