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Ecco io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli

"Ecco io vedo mio padre,
ecco io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli,
ecco io vedo tutti i miei parenti defunti dal principio alla fine,
ecco ora chiamano me, mi invitano a prendere posto tra di loro nella sala del Valhalla dove l'impavido puo' vivere per sempre" *

L’odore della salsedine mi mette sempre appetito, e dopo tutto il movimento di oggi un pranzo a base di pesce sarebbe l’ideale per calmare l’altro genere di fame che mi ritrovo…
Sputo un frammento di dente, forse di un canino, e lascio sgocciolare il sangue dalla falce, poi l’asciugo con un panno e comincio a levigarla con la cote di pietra nera, con movimenti lenti e quasi ipnotici che mi svuotano pian piano la mente.

E lo sento.
Dietro di me.

Comincia piano piano, timidamente, poi si fa sempre piu’ audace, conscio di cio’ che gli e’ accaduto.

Sghignazza.

Lo fanno sempre.

Mi giro lentamente verso di lui, che mi fissa con uno sguardo allucinato – non potrebbe essere altrimenti – e ride ormai sguaiatamente.
- Te l’ho fatta! – mi urla per sovrastare il rumore della risacca – SONO VIVO!
Giocherello con la falce, immaginando come sarebbe divertente stroncarlo con un colpo, per poi vederlo morire di nuovo. Poi scarto questo pensiero e mi dico che forse e’ meglio se lo lascio giocare ancora per qualche secolo, nella nuova vita che si e’ scelto.
E’ il nostromo, l’unico, si fa per dire, sopravvissuto allo schianto ed alla mia mietitura.
Probabilmente erano anni che aspettava questo momento, si preparava con chissa’ quali rituali, cercando chissa’ quali tesori, oggetti strampalati che gli donassero la Vita Eterna.
Ed ora ci e’ riuscito, a quanto pare.

Che coglione.

Sghignazza e saltella qua e la’, allontanandosi da me farneticando su di una nave, sul terrorizzare i sette mari, vantandosi d’avermi giocato. Insomma: le solite cose che fanno sempre.

Beh, perlomeno non piagnucola.

Se c’e’ una cosa che odio, che davvero non sopporto e’ quando si mettono a piagnucolare.

- Ti prego mio Signore che doni la morte, ti PREGO, ti supplico..

Difatti.

- Ti scongiuro mio Signore, donami la Morte…
- Loky! Ancora tu?!?
- Si mio Signore.. Io…
- Non sono il tuo signore, smettila!
- Io.. si mio Signor.. io.. cercavo.. il Dono…
- E va bene, ora ti ammazzo.

E quando lo dico vedo i suoi occhi spalancarsi dal terrore, pare un coniglio preso in trappola che fiuta il cacciatore che si avvicina.

- No.. si.. NO!

Certe volte qualcuno scampa alla morte: perche’ lo vuole, perche’ se lo cerca, perche’ qualcun altro non vuole che accada, oppure semplicemente perche’ cosi’ doveva essere. Ormai ci ho fatto l’abitudine. Incerti del mestiere, direbbe qualcuno.

Di questi, la maggioranza impazziscono praticamente subito, se non eran gia’ matti in vita, un po’ come il nostromo. Altri, pochi per fortuna, vengono colti da esaltazione e si credono dei. Ed alcuni, purtroppo, ci credono talmente tanto che lo diventano davvero.

E sono i peggiori.

Quando si rendono conto di esserlo sul serio vengono colti dal panico, e cominciano a cercare, piu’ o meno consciamente, la morte. Vengono a cercare me. Certo, potrei ammazzarli senza problemi, ma perche’ devo fare io una cosa che possono tranquillamente fare da soli?
Se poi venissero a chiedermelo con gentilezza magari potrei anche dargli una mano, ma no! loro sono divinita’! non e’ concepibile che possa esistere qualcuno che li possa ammazzare!
E cosi’ giochiamo a questo giochino qui, dove ambiguita’ ed arroganza si mescolano, dove strisciano, pregano, piagnucolano, ordinano, impongono. Poi, se uno per gentilezza tenta di accontentarli, subito si ritraggono impauriti…

- Si o no, Loky? Non posso perdere tutta la giornata con te – gli dico fingendo impazienza, come se avessi davvero qualcosa da fare per i prossimi millenni.
- Perdonami, Signore, cercavo solo.. – ora sembra strisciare, mentre soppesa le parole – cercavo solo il coraggio per chiederti un favore…
- Che non e’ quello di morire, giusto?
- Si! No! Io.. ecco.. c’e’ una persona..
- Senti, Loky, te l’ho gia’ detto mille volte, nei tuoi affari con Odino e tutta la tua combriccola di deragliati mentali non ci voglio entrare, se non per falciarvi una volta per tutte!
- Grazie, grazie, mio Signore! sapevo che la tua generosita’ era pari solo alla tua potenza!
- Dai, dimmi chi e’ e facciamola finita.
- Ecco.. e’ un traditore! Un traditore della nostra razza! – esclama, e pare perfino sincero quando lo dice – Un traditore che ha abbandonato i suoi dei!

Una pozza di sangue ai nostri piedi cambia e rispecchia il cielo, poi muta di nuovo e s’intravede un paesaggio verdeggiante, per poi focalizzarsi su due figure, un gigante biondo che cammina affianco ad un’altra figura a cavallo.
- Eccolo! Eccolo! – grida indicando l’uomo dai capelli dorati e pestando i piedi per terra – il traditore! Lo voglio morto, voglio ucciderlo! E’ MIO!
- Quindi l’uomo a cavallo non ti interessa?
- Uh? nnnn.. no.. no, mio Signore.
- Allora lo uccido, anche subito, magari. – ed a stento trattengo un sorrisetto.
- Ecco. Ecco.. ecco. Ecco. Mio Signore, si, si.. certamente sarebbe un’ottima idea ma.. ma.. ma.. sicuramente sicuramente ecco c’e’ qualcosa in lui che potrebbe, dico potrebbe, interessarmi..
- Mmmh e va bene, prendilo pure – dico simulando uno sbadiglio per non ridere davanti al suo sollievo.

* da il 13 guerriero

Ordine dei capitoli:

1. L'Ultimo Torneo
2. Ecco io vedo mio padre
3. Uthergaard ed io.
4. Ecco io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli

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Scritto da: mrfusion - clock 17:12:12 - mercoledì, 25.07.07 - mrfusion - pencil Commenti: (12) - Letto 1281 volte.
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